venerdì 9 settembre 2011

EL SANTO NADA - "Tuco" -




Vedere alla voce: desert-mexican rock.
El Santo Nada è il nuovo combo strumentale messo su da Umberto Palazzo, una delle figure più importanti della scena indipendente italiana. Musicista versatile e camaleontico, Palazzo offre ai suoi adepti una versione tutta messicana del suo ultimo progetto Il Santo Niente. Stessa formazione ma musica diversa. Ad ispirare "Tuco", esordio de El Santo Nada, sono Ennio Morricone, gli spaghetti western, la musica mariachi, Ry Cooder e tanto altro. Tra un sorso di tequila ed un pensiero al deserto, ci si lascia facilmente trasportare in bettole polverose, catarsi interiori e notti malinconiche, come se a dirigere il tutto fossero Sergio Leone, Quentin Tarantino o Robert Rodriguez. "Tuco" è un concept che racconta senza voci, fuori da schemi o clichè, romanzando con il solo ausilio delle note. Una nuova creatura ma anche una nuova scommessa, perchè Palazzo di star fermo non vuole proprio saperne. Deve rincorrere le sue muse, lo ha sempre fatto e continuerà a farlo, alla sua maniera, sperimentando e partorendo musica cool come pochi sanno fare. "Tuco" è la colonna sonora di un viaggio psichedelico tra i villaggi del sud degli Stati Uniti, con tanto di banditi, dollari ed esecuzioni a sangue freddo. Sorprendente!


Tracklist:
01 Tuco
02 Gallinas Y Lagartos
03 Sciuorbazizi
04 Las Nuevas Fashion Chicas
05 Ilusion
06 El Sol De Hierro
07 El Perdido
08 Viva La Revolucion
09 Esto No Es El Final

http://www.myspace.com/santonada

sabato 20 agosto 2011

VOTE FOR SAKI - "Brucio" -



Album di debutto per i Vote For Saki, duo di Recanati attivo dal 2005 e composto da Riccardo Carestia (voce e chitarra) e Gian Luigi Mandolini (batteria). "Brucio" (Storie di Note/Ossigeno) è definibile come un omaggio al blues-rock di una volta suonato, tuttavia, con un'ingenuità piuttosto antipatica. Il fardello di sedici tracce si avverte non poco, soprattutto per i testi e le musiche alquanto banali e prevedibili, e il duo difficilmente coinvolge se non in sporadici episodi come la title-track o "People love rock'n'roll". E' un esordio malriuscito che irrita ed annoia per l'assenza sia di personalità che di originalità, e non fa ben sperare neanche la passione tanto esternata dal duo, essendo il disco piuttosto carente di passione e fantasia.  Il solo pregio di questo lavoro è l'assenza di sovraincisioni nelle registrazioni, realizzate in presa diretta e su supporto analogico.
In un'altra epoca sarebbe stato da elogiare o quantomeno da apprezzare, ma oggi risulta ridondante ed anacronistico.


Tracklist:
01 Intro
02 Brucio
03 Sono un animale
04 Vola con me
05 Jam
06 Can't be satisfied (quando vedo nero)
07 Semmeu
08 Anima grigia
09 People love rock'n'roll
10 C'è
11 Non pensare, non parlare
12 Respiro male
13 Pensiero stereo
14 Peace and love
15 Pelle
16 Quaggiù

http://www.myspace.com/voteforsaki

lunedì 25 luglio 2011

Voci dal Sud Festival 2011: dal 30 luglio al 1 agosto.



Voci dal Sud Festival 2011: dal 30 luglio al 1 agosto.
A Sant’Arsenio una tre giorni di musica ed arte con Subsonica, Afterhours, Verdena e tanti altri.

Ci siamo. Il Comune di Sant’Arsenio (SA) si prepara a una nuova edizione di “Voci dal Sud Festival”, rassegna di musica ed arte che negli anni ha riscosso sempre più seguito ed è oggi uno dei principali appuntamenti live dell’estate campana. Per la sua settima edizione, il festival propone anche quest’anno un calendario che raggruppa band emergenti e affermate, con nomi di spicco della scena musicale italiana come 24 Grana (30 luglio), Afterhours, Verdena (31 luglio) e Subsonica (1 agosto). Si esibiranno al festival anche LnRipley, Krikka Reggae, Lef, Garbo, Effetti Collaterali, Hot Fetish Divas, Moodhula e Baciamo le mani, tra gli altri. Tre palchi, trenta bands in concerto e possibilità di free camping in alternativa agli alberghi convenzionati e di wifi free. Oltre ai concerti, ci saranno incontri artistici, culturali e sportivi di vario tipo. Pittura, scultura, videos, breakdance, writers, aperitivi culturali, attività sportive, ludoteca, mercatini di artigianato. L’evento si terrà allo Stadio Comunale di Sant’Arsenio e si prevede ancora una volta una grande affluenza di giovani e meno giovani. L’idea del festival nasce nel 2005 da un gruppo di ragazzi che, quasi per gioco, dà origine ad un evento artistico, musicale e culturale che, dopo sei anni, si inserisce tra i festival più importanti del Sud Italia. Nel 2006 il gruppo di lavoro crea un’associazione culturale denominata “Voci dal Sud” che oggi conta molti iscritti e favorisce l’unione e la condivisione di idee e proposte di tanti ragazzi. E’possibile acquistare i biglietti su GO2, Ticketone oppure al punto vendita Bowling Atena ad Atena Lucana (SA). Il costo dell’abbonamento per la tre giorni è di venticinque euro, quello dei singoli giorni varia dai cinque euro ai venti euro a seconda dell’evento scelto.

martedì 19 luglio 2011

LEITMOTIV - "Psychobabele" -




Prodotto da Amerigo Verardi e licenziato dalla neonata Pelagonia Dischi, "Psychobabele" è il secondo lavoro in studio dei tarantini Leitmotiv. A tre anni dal debutto "L'Audace Bianco Sporca Il Resto", l'eccentrica band capitanata da Giorgio Consoli si riaffaccia sulla scena indie portando con sè dieci canzoni nuove e d'impatto, suggestive e facilmente accessibili per solidità sonora e congeniale forma canzone. I Leitmotiv si ripresentano diversi e maggiormente versatili, originali nei testi e nelle musiche, traendo qua e là l'ispirazione senza perdersi mai, seguendo l'istinto vitale e l'io narrante che da anni li contraddistingue. Il Mediterraneo incontra l'art rock, il folk e la psichedelia e ne vien fuori un disco intenso, descrittivo e squisitamente folkloristico. Dalla title-track a "Limacuore", passando per "Perso", "Roma Beirut" ed "Eredità", "Psychobabele" è un viaggio inebriante per frammenti e riflessioni, tra storie, emozioni, usi e costumi condotto a suon di ritmi incalzanti e raffinato cantautorato. Una babele post moderna di suoni e di linguaggi presentataci ad arte da una band travolgente. Consigliato!

Tracklist:
01 La mia storia è chiara
02 Psychobabele
03 Perso
04 Napoli minor
05 Corrente
06 Galileo
07 Paludosa
08 Roma Beirut
09 Eredità
10 Limacuore

http://www.leitmotivonline.net/

mercoledì 13 luglio 2011

TOMAKIN - "Geografia di un momento" -


Disco d'esordio per i piemontesi Tomakin. "Geografia di un momento" esce per Sciopero Records e vede la produzione artistica di Fabio Martino, oltre che le partecipazioni di Garbo e Paolo Archetti Maestri (Yo Yo Mundi). Dieci tracce tra synth pop e new wave, audaci nelle intenzioni ma poco efficaci nei risultati, penalizzate dai testi, confusi e dispersivi, e da un cantato poco brillante e convincente. Al di là del "già sentito", è un disco piuttosto noioso, piatto, per lo più ripetitivo e ispirato solo a tratti. La vita di provincia e le inquietudini dei giorni nostri sono narrate in maniera stucchevole e un pò adolescenziale, ma le potenzialità per far meglio ci son tutte. Ad esclusione di "Joasia", il brano più riuscito ed immediato, i restanti brani stentano a catturare l'attenzione, suonano acerbi e privi di personalità.
I Tomakin realizzano un esordio ambizioso ma a dir poco sottotono.  


Tracklist:
01 Quando sogno
02 Bar code
03 Amore liquido
04 Collasso
05 Maree
06 Joasia
07 Siero
08 La ragazza del ponente
09 New wave
10 Autoconvinzioni

www.myspace.com/tomakinofficial

NOUER - "Love Revolution" -


Si intitola "Love Revolution" il nuovo ep dei Nouer, interessante trio partenopeo composto da Mariano Vacca (voce,chitarra), Eva Di Dio (basso) e Daniele Esposito (batteria). Uscito per Subcava Sonora, "Love Revolution" è un minialbum di cinque tracce   provocatorie e nichiliste, imbevute di rock, noise e reminiscenze punk. La società al collasso, il precariato, i finti buonismi, la massa, l'amore ma, soprattutto, un mondo che di rivoluzionario non ha nulla. "Oggi fai la rivoluzione, domani ti abboni a sky" è la chiave di lettura del disco, il leitmotiv attorno al quale ruotano i pensieri e gli sfoghi del trio. I Nouer non tralasciano niente, ti sbattono in faccia la realtà così com'è, con cinismo e disillusione, perchè "ci vogliono cinici e passivi, senza speranza".
"Love Revolution" è un'analisi spietata dei tempi che stiamo vivendo, di come siamo diventati e di tutto ciò che ci sta divorando. Fa ben sperare per un seguito altrettanto convincente.



Tracklist:
01 Arriva la fine
02 Picnic
03 Ogni giorno
04 Cinici e passivi
05 Love revolution

http://www.myspace.com/nouer

martedì 12 luglio 2011

STOOP - "Freeze Frames" -


Secondo album per gli emiliani Stoop, intitolato "Freeze Frames" e licenziato dalla neonata Bugbite Records. Prodotto, registrato e mixato da Carloenrico Pinna, "Freeze Frames" presenta 11 tracce  ipnotiche e suggestive tra il folk e l'alternative rock, decadenti e psichedeliche, degne dei migliori dEUS ma con l'impronta personale di Diego Bertani e soci.  E' un disco che nella sua apparente semplicità nasconde una raffinata lucidità compositiva, supportata da una chiara predisposizione all'eleganza sonora.
Canzoni come la superlativa ballad "In The Cave", la desertica "We Carry The Fire" e la trascinante "Fever Is A Ghost" basterebbero da sole a fare di questo disco un piccolo gioiello italiano ma dal timbro chiaramente internazionale. Mettiamoci anche il rock viscerale di "Our Modern Assaults" e "Migrations" o le atmosfere notturne di "Machine" e "Remote" e il concetto di "gioiellino alternative" è più che giustificato. Di dischi così il Bel Paese ne sforna davvero pochi.    



Tracklist:
01 Intro
02 Our modern assaults
03 Migrations
04 Machine
05 Trainwrecks
06 Fever is a ghost
07 Remote
08 10000 bugs
09 Freeze frames
10 In the cave
11 We carry the fire

http://www.myspace.com/stoopmusic

lunedì 20 giugno 2011

COLORE PERFETTO - "L'Illusione del Controllo" -




Tre anni fa pubblicavano "Il Debutto" (La Tempesta Dischi, 2008), attirando l'attenzione della critica e di quella parte del pubblico ancora fedele alla canzone rock d'autore. Oggi pubblicano "L'Illusione del Controllo" (Libellula, 2011) e sarebbe il caso di raddoppiare, se non triplicare, i pareri positivi. Registrato in presa diretta alle Officine Meccaniche con la produzione artistica di Giacomo Fiorenza, "L'Illusione del Controllo" è un ulteriore passo in avanti per i Colore Perfetto. La band perugina cambia l'etichetta ma non la pelle. Sceglie di osare e torna con nove canzoni ispirate, sanguigne e introspettive. La canzone d'autore e il rock viscerale prestano servizio mescolandosi ad arte, votandosi alla sperimentazione  e all'essenzialità dei testi con risultati a dir poco convincenti. E' un disco dall'impronta live, suona nudo e crudo, senza troppe fantasticherie da studio. Poesia, intimismo, rabbia, violenza, domande e rimpianti. Sono canzoni che descrivono attese e tormenti, fughe e smarrimenti. C'è bisogno di urlare per non sentirsi persi, di nascondere la verità per non ferirsi mai, di allontanare orgogli, solitudini e giudizi. E' solo una questione di tempo,certo, ma è più facile illudersi che fare i conti con la realtà e lo sa bene David Pollini, interprete di questi nove momenti amari e coinvolgenti che sembrano fiumi in piena.
"L'Illusione del Controllo" è un disco senza mezze misure, schietto, efficace e maturo, riprova della qualità musicale ed espressiva che la band ci aveva mostrato al suo esordio. Consigliato!


Tracklist:
01 Brucia
02 Impercettibile
03 Cagna fedele
04 L'illusione
05 Due fuochi
06 Un istante
07 Come un'ombra
08 Nella mia mente
09 Il mondo è brutto
10 9 a.m.

http://www.myspace.com/coloreperfetto

venerdì 10 giugno 2011

SOLUZIONE - "L' Esperienza Segna" -



Uscito il 16 maggio per Jost Multimedia e distribuito da Audioglobe, "L'Esperienza Segna" è il nuovo lavoro in studio dei Soluzione, trio veneziano, ma romano d'adozione, composto da Luca Nuzzolo (voce,chitarra,synth), Francesco Fedele (basso) e Massimiliano Renzi (batteria). Tredici brani e tre bonus tracks, tra esistenzialismo e poesia, che fondono insieme new wave, rock intimista e atmosfere dark e pop.  La band realizza un album sulla vita e sulle relazioni umane, sul linguaggio e sul pensiero, evidenziandone le contraddizioni nell'epoca dei mass media e dell'effimero. Da una parte il mondo in continua disgregazione e dall'altra il nulla, non più solo uno spettro ma un reale baratro in cui tutti possiamo cadere. Per queste canzoni, la band ospita tre autori di prim'ordine: Mao (in "Anni '70"), Garbo (in "Luce") e Federico Fiumani dei Diaframma (in "Gene"). E' un lavoro ben curato e certamente di livello, orecchiabile e con diversi spunti intellettuali. Meritano rilievo: "Anni Settanta", "Come cade chi" e "Tutto&Nulla".  


Tracklist:
01 L'esperienza segna
02 Anni settanta
03 Come cade chi
04 Cosa dire
05 Facili forme
06 Gene
07 Intermezzo uno
08 Infettami
09 Luce
10 Pensiero in movimento
11 Un bacio
12 Tutto&nulla
13 Alta velocità
14 Gene (feat. Federico Fiumani) -bonus track
15 Anni settanta (feat. Mao) -bonus track
16 Luce (feat. Garbo) -bonus track

http://www.myspace.com/soluzione

martedì 7 giugno 2011

AIM - "We Are Sailing" -


Si intitola "We Are Sailing" il nuovo album dei brianzoli AIM, uscito agli inizi di maggio per Via Audio Records e prodotto artisticamente da Federico Dragogna dei Ministri. Undici canzoni come pezzi di un viaggio, frammenti di vita tenuti insieme dalla ricerca di sicurezze e dalla voglia di scoprire il mondo giorno dopo giorno. Gli AIM stanno navigando nei mari tempestosi di questo mondo, come moderni marinai bramosi di godersi intensamente ogni minuto, esorcizzando dèmoni e paure con la fiducia in sè stessi e nella propria libertà. Chi ancora è libero in questo mondo? Chi riesce a godere intensamente della propria vita? Sono solo due delle domande che si pongono gli AIM, in "Solaris" come in "Tremolo" e "Holy Day", e si interrogano anche sui limiti nei rapporti affettivi ("Reverse", "Xave"), sull'ipocrisia delle persone ("Il nemico in casa"), sulla difficoltà di affezionarsi ("Come se"), sulla routine ("In tre") e sulla fatica di costruirsi una famiglia ("Blazing star").
Sette brani in inglese e quattro in italiano. Gli AIM compiono una svolta, osando nelle musiche e nei testi, e realizzano un disco che racconta, in maniera sincera e trasparente, la vita di tutti i giorni. Il giudizio è più che positivo.
Tracklist:
01 Reverse
02 Holy day
03 Il nemico in casa
04 Solaris
05 Come se
06 We are sailing
07 Blazing star
08 In tre
09 Tremolo
10 We drive away
11 Xave

http://www.myspace.com/aimitaly

giovedì 2 giugno 2011

SOYUZ - "Everybody Loves You" -


Registrato e mixato al Red House Recordings da David Lenci nel giugno 2010 e masterizzato al Chicago Mastering Service da Jason Ward, "Everybody Loves You" è il debutto ufficiale dei Soyuz, talentuoso trio rock vicentino. Pubblicato da Black Nutria in Italia e da Popup Records in Germania, Austria e Svizzera, l'album presenta al suo interno dieci brani talmente carichi di rock d'oltreoceano che in terra americana avrebbero riscosso maggiore successo. Tra energici riff di chitarra e accattivanti ritmi di batteria, tutte le tracce del disco risultano fresche ed immediate, ambiziose nelle scelte melodiche e contagiose nei ritornelli. Il trio realizza un concentrato di potenza entusiasmante, con canzoni che scorrono velocemente tra un richiamo ai Foo Fighters e una buona dose di personalità che non fa di un semplice accostamento la principale chiave di lettura del disco. "Around me, maybe" è un primo esempio di quanto sia alta la componente radiofonica di quasi tutti i brani dell'album, riscontrabile anche nelle successive "Strong", "First to last", "In the north", e soprattutto in "I said no". Se una critica negativa è la rischiosa omogeneità dei brani, quella positiva è che i Soyuz suonano da paura e, con soli due anni di attività alle spalle, sono riusciti a comporre un ottimo esordio, adrenalinico quanto basta per renderlo gradevole ai più.

Tracklist:
01 Around me, maybe
02 Strong
03 Drop me
04 First to last
05 In the north
06 Tofu
07 Relief
08 Smart Kid
09 I said no
10 Avoid Contact

http://www.myspace.com/thesoyuz

IL RUMORE DEL FIORE DI CARTA - "Lesson 3 / how to live without senses" -


Come vivere senza i sensi? Chiedetelo a Il Rumore Del Fiore Di Carta, quintetto post rock di Campobasso che ha da poco pubblicato "Lesson 3/how live without senses", autentica chicca underground per tutti coloro che amano le emozioni di lunga durata. Il titolo sembra un invito a lasciarsi andare completamente, a starsene ad occhi chiusi  in una stanza buia per godersi ogni singola nota, ogni suggestivo passaggio sonoro, oltre il tempo e lo spazio. Se ne ha conferma già con l'iniziale "Damaged Robots (in a camomila bar)", incantevole frammento di poesia ed emozionalità che apre un album di immagini evocative rese magistralmente da una sperimentazione che non conosce confini. E' difficile non immergersi nelle sonorità di questo disco, non lasciarsi trasportare nelle trame romantiche e negli ampi respiri che offrono i suoi cinquanta minuti. Robots danneggiati, supereroi part-time, vampiri vegetariani, cani ospiti di talk-show. Personaggi bizzarri, irresistibili anti-eroi quotidiani, manuali di sopravvivenza per scoprire il senso della vita. Ci si lascia avvolgere e conquistare dalla delicatezza come dal rumore, dalle luci come dalle ombre, percorrendo spazi sconfinati, contemplando bagliori di stelle in un continuo ed indomabile flusso sonoro. "Lesson 3" è un piccolo gioiello dell'autoproduzione italiana, una catarsi emotiva in cui immagini e suoni si completano a vicenda, come in una continua danza di opposti. Consigliato!


Tracklist:
01 Damaged Robots (in a camomilla bar)
02 Part-Time Superhero
03 Minigolf Striker
04 Last Dog In A Talk-Show
05 Gold Medals For Rent
06 Music For Vegan Vampires
07 The Blind Cosmonaut Under The Sea

http://www.myspace.com/irdfdc

martedì 31 maggio 2011

MAI PERSONAL MOOD - "L'Heure dEPart" -




Esordio ufficiale per Mai Personal Mood, formazione indie pop pugliese nata nel 2007 a Canosa di Puglia e con alle spalle diversi concerti ed autoproduzioni. Pubblicato per conto di Forears (Debut), "L'Heure dEPart" è un ep di cinque brani, cantati in italiano, che sintetizza la spiccata vena pop e la briosa creatività della giovane band. Ai Mai Personal Mood sta a cuore la sperimentazione, quella libera e istintiva, e a testimoniarlo è già il titolo del disco, con il suo gioco linguistico che combina elementi come il francese, la partenza e l'ep. Cinque brani che guardano al pop, agli innesti elettronici e all'indole rock per raccontare storie di vita quotidiana legate indissolubilmente all'amore per il viaggio e all'importanza della musica come forma espressiva ed autentica esigenza comunicativa. La band pugliese si diverte a giocare con i suoni e con l'ispirazione e realizza un disco davvero niente male.
E' solo l'inizio, è solo l'ora di partire. Dove e quando arriveranno i Mai Personal Mood è ancora da vedere ma, se i presupposti sono questi, non resta che augurare loro buon viaggio!


Tracklist:
01 Bluette
02 Corso Trieste
03 Barocco
04 Contractact
05 Valigie aperte

http://www.myspace.com/maipersonalmood

venerdì 27 maggio 2011

UROSS - "29 Febbraio (Lo Squilibrista)" -





Cercare lo squilibrio piuttosto che la stabilità. E' ciò che fa "Lo Squilibrista" di Uross, band pugliese giunta al suo esordio ufficiale. "29 Febbraio (Lo Squilibrista)",  edito da Olivia Records, conta una decina di canzoni rock alla maniera "autorale", ispirate dagli Stones come da Rino Gaetano, dagli U2 come dai Pearl Jam. Quaranta minuti per seguire il proprio istinto, senza compromessi nè conformismi. Lo squilibrista non segue mode nè vuole etichette, prosegue per la sua strada senza guardarsi indietro, cercando una direzione che non sia scontata. Il vero equilibrio sta nello squilibrio e questo disco è un tentativo di ricerca della propria libertà. Una libertà pretesa con la grinta del rock e l'essenzialità della parola, scardinando i meccanismi e gli standard di vita che da sempre ci attediano.
"Lo Squilibrista" non sconvolge nè entusiasma, ma racchiude un messaggio che in un modo o nell'altro si prefigge un obiettivo, quello di non farsi schiacciare dalle convenzioni. Questo già basterebbe a farne un buon disco.


Tracklist:
01 Amaro
02 L'Urlo
03 Psychoman
04 La Canzone di Natale (anche quando Natale non è)
05 Godot
06 Ormai andato
07 Un tipo chiamato Destino
08 Sciarrabball
09 Avevo uno snake
10 L'Eternauta

http://www.uross.com/

giovedì 26 maggio 2011

AMYCANBE - "The World Is Round" - Ep 2011



Agli Amycanbe bastano appena 15 minuti per deliziarci. E' il caso del nuovissimo ep "The World Is Round", in uscita il 25 maggio per Open Productions, ispirato dall'omonima fiaba della scrittrice d'avanguarda americana Gertrude Stein. La band romagnola realizza un ep sorprendente, conferma di una qualità musicale e di una maturità compositiva davvero notevole. La protagonista è una ragazzina di nome Rose e per descrivere il suo mondo servono cinque canzoni pop, eleganti e magistrali nelle melodie come nelle atmosfere incantate che riescono a creare. Dream pop, elettronica e sfumature trip hop sono le basi su cui Francesca Amati e soci costruiscono un altro disco piacevole e curato, in cui episodi come "Rose Is A Rose" ed "Everywhere" sono buoni motivi per lasciarsi affascinare e sedurre da questa piccola fiaba notturna.
Con "The World Is Round", gli Amycanbe danno prova della loro qualità e lo fanno senza far rumore, tra momenti carezzevoli e splendide suggestioni. Consigliato!

Tracklist:
01 Round and round
02 Rose is a Rose
03 Blue Mountain
04 Climbing
05 Everywhere

sabato 21 maggio 2011

GUY LITTELL - "Later" - 2011




Dietro Guy Littell si nasconde un songwriter di prim'ordine. Gaetano Di Sarno, ventotto anni, napoletano. Appena due anni fa pubblicava l'ep "The Low Light & The Kitchen", un biglietto da visita incoraggiante realizzato con la collaborazione di Ferdinando Farro (Maybe I'm...). Oggi torna con "Later", pregevole novero di dieci canzoni che nobilitano il rock d'oltreoceano, impreziosendolo con deliziosi momenti pop folk e toccante intimismo acustico. Dietro le quinte c'è ancora Farro. Il disco si apre con "Tired of Tellin'", splendida ballata malinconica dal finale suggestivo e avvolgente in cui Guy Littell offre un primo esempio di ciò che saranno le canzoni successive, ossia perle di buona musica e intenso lirismo, sugellate da una voce calda e passionale. Ne sono un esempio la poesia di "Within", l'energia rock di "Needed That Call" o l'immediato simple pop di "Kill The Winter". Quasi non bastasse, è doveroso menzionare la struggente "Black Water", l'esplosiva "Small American Town" e l'emozionante "What A War (For My Soul)". Chiusura migliore non poteva esserci senza la finale "Best Thing Ever", ennesima emozione ed ulteriore conferma di un talento nostrano che meriterebbe molto più spazio. Guy Littell realizza un disco prezioso, dai notevoli slanci emotivi e dagli arrangiamenti ottimamente curati. Da Ellioth Smith a Mark Lanegan, da J Mascis a Paul Westerberg, passando per Neil Young, Guy Littell trae ispirazione dalla terra americana e ascoltando "Later" non potrebbe essere altrimenti. Un full lenght eccezionale, da ascoltare più volte perchè la musica,quella buona, non annoia mai! Chapeau!

Tracklist:
01. Tired of Tellin'
02. Within
03. The Nightmare Came
04. Needed That Call
05. Kill the Winter
06. Black Water
07. Small American Town
08. A Gifted Summer
09. What a War (for my soul)
10. Best Thing Ever

http://www.myspace.com/guylittell

mercoledì 11 maggio 2011

L'INFERNO DI ORFEO - "Canzoni dalla Voliera" -


Preceduto dall'ep "L'Attesa"(2006) e uscito il 12 aprile 2011 per HertzBrigade Records, "Canzoni dalla Voliera" è l'album di esordio de L'Inferno di Orfeo, quartetto torinese attivo da oltre dieci anni e che nell'underground si è fatto le ossa concerto dopo concerto. Basterebbe appena l'ascolto del brano "In collina, lontano", talmente bello da valere da solo l'intero disco, come basterebbero pochi minuti per appurare il talento vocale di Sydney Silotto e l'abilità tecnica e compositiva del resto della band. "Canzoni dalla voliera" è un disco sull'esistenza umana, su quella "piccola triste vita" che in fondo tutti crediamo di vivere, con lo stesso cinismo che gli Orfei mettono in queste 12 canzoni.
Canzone d'autore, pop, blues e rock. L'Inferno di Orfeo mescola ad arte gli ingredienti giusti e lo fa con l'eleganza e la personalità di chi sa azzardare, nel 2011, in un'Italia a corto di idee. Quasi non bastasse, la band prende a prestito ritmi latini, progressive e rock d'oltreoceano, per armarsi di tutto il necessario una volta che si è dentro alla voliera. Una voliera da cui osservare la vita e le storie di tutti noi. Una vita fatta di amori, disillusioni e possibilità che svaniscono. La vita di provincia e le speranze che diventano angosce sono prede di una scrittura amara ed ironica che affronta la nostra degenerazione.
"Canzoni dalla voliera" ha il merito di rendere la realtà così com'è, senza alcuna pretesa, se non quella di comunicare impressioni, disagi e sentimenti. E' un disco eclettico ed ispirato come pochi, con il pregio di esaltare la vita dall'interno di una voliera che diventa rifugio per le nostre paure e i nostri sogni infranti.


L'Inferno di Orfeo:
Sydney Silotto (voce, parole,testi)
Carlo Lodico (chitarra, banjo, dobro)
Daniele Manassero (batteria, percussioni)
Daniele Rublev Elmo (basso,cori)

Tracklist:
01 Di piccola vita
02 Il canto che porti dentro
03 In collina, lontano
04 Nonostante il resto
05 Notturno isterico
06 Mani giunte
07 Trent'anni
08 Rovescio (abili bambini al fraticidio)
09 Non si era detto di parlare?
10 L'età lirica
11 Non ho mai creduto nel fango
12 In piccola vita

http://www.myspace.com/linfernodiorfeotorino

martedì 3 maggio 2011

OVER THE EDGE - "All The Solutions" -



Dopo il precedente ep "Smelly Rag", le Over The Edge danno alle stampe il loro album d'esordio "All The Solutions", la cui uscita è anticipata dal primo singolo "Cold Winter Water". Jen Blossom e soci danno vita a dieci canzoni di rabbia e potenza, improntate al grunge dei novanta con evidenti sfumature punk rock. La band compie un passo in avanti sia negli arrangiamenti che nelle melodie, riuscendo a mescolare bene velocità e lentezza, istinto e riflessione, e mantenendo vivo quello sfogo essenziale e irrinunciabile che il rock rappresenta. Registrato al Flexrecords e mixato da Francesco Aiello, "All The Solutions" è un disco di tormenti, dolori e nervosismi sprigionati da chitarre distorte e voci ruvide, perfettamente in linea con il genere proposto, ma è anche un disco di maggiore sperimentazione e accuratezza. L'aria grunge si respira in "Melt" come in "Never served", in "Morning After Pill" (notevole ballata intimista) come in "Drown", e se è inevitabile associare la voce di Jen a una Donita Sparks piuttosto che a una Brody Dalle, è altrettanto inevitabile elargire complimenti a una band che sa il fatto suo e realizza un buon esordio, pur sempre nell'autoproduzione e con energia da vendere.

Over The Edge:
Jen Blossom: voce/chitarra
Vix Barter: chitarra
Pyge Mass: basso
Tory Liar: batteria


Tracklist:
01 Break
02 Melt
03 Cold Winter Water
04 Never Served
05 Knocks Plan
06 Morning After Pill
07 Ever Coffee Time
08 Screams Of Pleasure
09 Drown
10 White Room



mercoledì 27 aprile 2011

MASSIMO VOLUME / BACHI DA PIETRA - Split EP-


 
E' uscito il 15 aprile 2011 lo Split Ep targato Massimo Volume e Bachi da Pietra, coprodotto da La Tempesta Dischi, Bronson e Circolo degli Artisti e distribuito da Venus. Dopo averli visti suonare sugli stessi palchi durante i tour di "Cattive Abitudini" e di "Quarzo", ora li vediamo insieme sullo stesso disco, un mini-album per i fan più accaniti. Due inediti e due cover. Materiale scottante, finezza non certo di poco conto. Da un lato l'eleganza degli intrecci di chitarra, dall'altro l'inquietante minimalismo viscerale. Niente di più suggestivo della spersonalizzazione prima (vedi le cover di "Morse" e "Litio") e del ripristino delle proprie identità poi (vedi gli inediti "Un altro domani" e "Stige 11"). Un'idea nata da Chris, titolare del Bronson, e sviluppata da due band superlative dell'underground italiano che osano scambiandosi canzoni e sentimenti, collaborando come si faceva una volta, con quell'urgenza rock di mescolare le idee e le impressioni e di suonarle insieme. Roba per pochi intimi, roba per affezionati. Un pezzo da collezione per chi crede ancora nel rock italiano.


Tracklist:
01 Massimo Volume -"Morse" (Bachi da Pietra cover)
02 Massimo Volume -"Un altro domani"
03 Bachi Da Pietra -"Litio"(Massimo Volume cover)

04 Bachi Da Pietra -"Stige 11"

martedì 26 aprile 2011

THE EX KGB - “первый Пу́тин” I Putìn -


Prodotto da Ronan Chris Murphy (King Crimson, Tony Levin) e uscito nel 2010 per Prosdocimi Records, "I Putin" è il disco d'esordio degli Ex KGB, sensazionale trio padovano fondato nel 2009 da Mike 3rd (chitarra e voce), Emanuele Cirani (basso) e Alberto Stocco (batteria). Tre ragazzi veneti che giocano a fare le ex spie russe, spiaccicando in copertina il bel faccino di Putin e collezionando nove pezzi dirompenti, venuti fuori grazie ad una buona tecnica e ad un groove eccezionale. Mettici il funky, il rock e un'energia travolgente e il gioco è fatto. Nove brani irriverenti, spietati e accattivanti, dai continui cambi di tempo e dal sound massiccio e psichedelico. Irriverent groovy rock, o semplicemente Ex KGB. C'è personalità nel trio veneto, che in appena venti minuti concentra tutta la sua potenza e quella punk attitude efficace e necessaria, sviscerando brani contagiosi e chitarre graffianti. Episodi come "Dangerous Toys", "Pussy Galore" e "Super Gas" dimostrano una tecnica disarmante e un'identità ben definita, ed è facile alzare il volume e lasciarsi trasportare, specie se l'enigma del disco è "Putin is original native venetian". Consigliato!

Tracklist:
01 Ex KGB
02 It never stops
03 Dangerous toys
04 Pussy Galore
05 Do you want to know
06 A new way
07 Super gas
08 I'm moving
09 Ex KGB

http://www.myspace.com/theexkgb

giovedì 21 aprile 2011

MEZZAFEMMINA - "Storie A Bassa Audience" -


Gianluca Conte, alias Mezzafemmina, è un cantautore torinese che per il suo debuto discografico sceglie "Storie A Bassa Audience", storie di un'Italia imbarazzante, di una vulnerabilità globale e di una democrazia tragicomica. Prodotto da Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele (Perturbazione) e in uscita il prossimo primo maggio per Controrecords/New Model Label, l'album presenta otto canzoni che sono storie di vita, storie di quotidianità, storie di un uomo qualunque in un Paese come il nostro, con i suoi pregi e i suoi difetti. Gianluca Conte si specchia nelle insidiose acque del precariato e delle morti bianche, perchè "la nostra è una repubblica fondata sul lavoro, ma se vado a lavorare muoio" ("Articolo 1"), nei centri commerciali, "non-luoghi" artificiali simbolo del nuovo millennio ("Le Prigioni del 2000") e nel fallimento della nostra società che ci ha resi tutti uguali, superficiali e vulnerabili ("Insanity Show"). Si specchia nel suo amore per Torino e per il Mezzogiorno ("I Pinguini Si Comprano Il Cappotto"), nel cancro della pedofilia dal punto di vista del carnefice ("Giochi Da Grandi") come della vittima ("Iside"), perchè "il corpo non sbaglia mai, il corpo non mente mai e non dimentica". Si specchia, infine, nell'attimo fugace di un gesto, nell'illussione di un riavvicinamento che non sia un addio ("Brace"), e nella comodità che rende l'uomo più innoquo e sterile ("Sorrisi E Balle Varie").
Conte realizza un bel disco, fatto di liriche intense e quanto mai vere, dalla musicalità elegante e dagli arrangiamenti ben curati, e ad accompagnarlo sono musicisti della scena torinese, la pianista Jolanda, Niccolò Bosio alla fisarmonica, Andrea Ghiotti, Marco Fratta al basso, Eros Giuggia al sax, Giorgio Codias (dei Verlaine) alla chitarra elettrica, Robertina alla voce, Elena Diana (Perturbazione) al violoncello e Ivan Larocca alla tammorra e alla tromba.
Un esordio che presenta un cantautore dalla poetica sensibile e raffinata, dettata dal bisogno di raccontare ciò che gli sta intorno con lo sguardo attento dell'artista, di chi utilizza le parole per denuncia e per amore.
Consigliato!

Tracklist:
01 Articolo 1
02 Le prigioni del 2000
03 Insanity Show
04 I pinguini si comprano il cappotto
05 Giochi da grandi
06 Iside
07 Brace
08 Sorrisi e balle varie

venerdì 15 aprile 2011

HOT FETISH DIVAS / ADEN - "My Daddy Was A Serial Killer!"



Dalla provincia salernitana arriva "My Daddy Was A Serial Killer!", nuovissimo split autoprodotto uscito per la Garage Records DIY e realizzato da due band giovani e promettenti: Hot Fetish Divas e Aden. Chiamatelo pure alternative rock, indie o garage. Ciò che conta è che il rock'n'roll salernitano gode di ottima salute e a testimoniarlo sono le 8 tracce di questo disco, registrate dal vivo, dirette e scanzonate al punto che farsele piacere è quasi inevitabile. Questi ragazzi mettono nero su bianco una sfrenata passione per chitarre distorte e  fulminanti e amplificatori al limite, nonchè un'alta ed eccitante fedeltà al rock made in Seattle o in New York, passando dai Mudhoney ai The Strokes in una manciata di canzoni. Spetta agli Aden battezzare questo split, con l'iniziale "Do You Remember?", ottimo avvio di un disco che sprigiona energia e un certo spirito dissacrante, e agli Hot Fetish Divas spetta chiuderlo degnamente con "Let Call My Name". Se negli Aden sembra scorrere il sangue di Mark Arm e soci, negli Hot Fetish Divas sembra trovar eco il sound newyorkese del miglior Julian Casablancas. Due impronte diverse ma al contempo simili, capaci di offrire un album ispirato che si sublima in brani come "Eternal" e "Radical Chic", chiari esempi di come il rock delle cantine, sporco, sudato e sfacciato, sia spesso la migliore forma d'espressione musicale.

Aden:                                                            Hot Fetish Divas:
Emanuel Catalano (voce,chitarra)                Donato Ciao (voce,chitarra)
Marco Cannavò (chitarra,voce)                    Gerardo Boffa (basso)
Jenny Caroccia (basso)                                Giovanni Gonnella (batteria)
Biagio Paglia (batteria)



TRACKLIST:
01 Do you remember? (Aden)
02 Magic touch (Aden)
03 Eternal (Aden)
04 Sick boys (Aden)
05 I am the owner of your life (Hot Fetish Divas)
06 Radical Chic (Hot Fetish Divas)
07 Lonely (Hot Fetish Divas)
08 Let call my name (Hot Fetish Divas)

Per il dowload dell'album:
http://www.megaupload.com/?d=4JWKVBFJ
www.myspace.com/trioaden
www.myspace.com/hotfetishdivas

martedì 12 aprile 2011

FRAGIL VIDA - "Giorni Sospesi" -

                                                 

Non poteva certo bastare l'amore del loro ultimo album a render sazio il pubblico dei Fragil Vida. Serviva, piuttosto, il nuovo "Giorni Sospesi", in uscita il 14 aprile per La Fabbrica e distribuito da Audioglobe. Servivano dieci canzoni nuove, un pizzico di amara poesia e una bella e sana commedia. Serviva la musica come serviva il teatro e i sette artisti emiliani lo sapevano già. Dall'inizio alla fine, l'album attenta le nostre certezze e narra di sogni di vita nuova, tra momenti introspettivi e di denuncia sociale ritmati da un sound diretto, onesto e viscerale che strofina le emozioni fino a farle luccicare. A trainare parole e musica, stavolta, c'è il beneficio del dubbio, un dubbio che spesso è l'unica certezza. E' un disco che invita a sentire col corpo ogni emozione, a disfarsi dei luoghi comuni "per un pezzo d'incanto", a lottare per la propria libertà violata e a tenere sempre acceso un lume di speranza. La musica si riduce all'essenziale, si veste di allegria come di riflessione, esalta il movimento e inebria chiunque la ascolti. Si canta e si recita, in una commedia unica e genuina che solo i Fragil Vida sanno portare in scena, alla loro maniera, con quel fare clownesco e teatrale che si rinnova ad ogni album, giocando a sorprenderci, senza mai annoiare.
Un gradito ritorno che conferma il talento e la sensibilità poetica di una band energica e viva come poche.
Consigliato!


TRACKLIST:
01 Luoghi comuni
02 Mario Camino
03 Dormivo ieri
04 Giorno sospeso
05 Follia virtuosa
06 Il cornuto
07 Ottobre
08 Vele tese
09 Giuda
10 Archivio di pietra
11 Siviglia
12 Il trenino andante allegro

giovedì 7 aprile 2011

LUCA MILANI - "Sin Train" -



Si sa che la scuderia di Black Nutria è piena di band e artisti di talento, e l'ennesima conferma ci arriva proprio da "Sin Train", l'album d'esordio di Luca Milani, prodotto da Giovanni Calella (Kalweit And The Spokes, Delta V) e Leziero Rescigno (Amor Fou), e masterizzato da Giovanni Versari.
Dopo il precedente ep "Scars And Tattoos", il cantautore milanese torna con 10 nuove canzoni tra rock, folk e country,  impreziosite da una voce calda e avvolgente e da un certo rimando a Johnny Cash, Bob Dylan o ai più recenti Eddie Vedder o Ryan Adams. Sono ballate intime, suggestive ed intense, in cui trovano spazio le chitarre come il pianoforte, l'ukulele come l'armonica, e non è un caso che si respiri l'America con le sue assolate lande del west e il suo vento di malinconia. Tutto ruota intorno alla voce e alla chitarra di Milani, grazie agli arrangiamenti scarni e minimali che rendono questo lavoro semplice, diretto e quanto mai piacevole. Milani non permette critiche negative, e lo fa regalandoci canzoni che si ascoltano volentieri più di una volta senza rischiare di annoiarsi. Per averne prova, basti ascoltare "Letters from Prague" o "A place to stay bright", splendida chiusura di un lavoro squisito.
Questo talentuoso cantautore non inventa nulla di nuovo, ma realizza un disco interessante, onesto ed efficace, intriso di nostalgia e romanticismo, omaggio a quell'America che tutti sognamo, almeno una volta.

Tracklist:
01 Bandit
02 Mandy
03 Old august sun
04 Letters from Prague
05 Sin train
06 Snow in Milan
07 Jenny Stone
08 Until the end
09 The killer
10 A place to stay bright

www.myspace.com/lmilani


mercoledì 6 aprile 2011

BAR NOIR - "Erre Vallanzasca" -


"Erre Vallanzasca" (Sputnik, 2011) è il titolo del secondo ep dei Bar Noir, interessante band romana nata nel gennaio 2009 e dedita a un rock tipicamente italiano, a metà tra l'art rock e il post rock. Il bar come vita quotidiana e autentica, il noir come sentimento che conduce alla cattiva strada. Una presentazione quanto mai azzeccata perchè, se ci si addentra nelle tre canzoni di questo "Erre Vallanzasca", si avverte l'urgenza di raccontare la realtà e l'uomo che la vive, anche se l'uomo in questione è Renato Vallanzasca, figura controversa della malavita italiana. "La vita è solo una", e i Bar Noir indagano sull'anima delle cose e delle persone, sussurrandone crimini, storie di vita ("Due di noi") o battaglie ("Radio Londra"), anche sotto forma di dialogo, mantenendo un'eleganza di suoni che richiama quella dei Massimo Volume, con i suoi intrecci chitarristici e le sue atmosfere livide e avvolgenti.
"Erre Vallanzasca" è un lavoro maturo e ben curato, realizzato da una band che sa osservare e raccontare il mondo esterno con una lucidità poetica davvero particolare.


Bar Noir:
Guido Cannizzaro (voce,chitarra)
"Jafferson" Ferraro (chitarra)
Claudio Verona (basso)
Dario Brugnò (batteria)
Antonio Gangemi (moog, synth, visual)


Tracklist:
01 Erre Vallanzasca
02 Due di noi
03 Radio Londra

http://www.myspace.com/mybarnoir

martedì 5 aprile 2011

UNCONTROLLABLE URGE - "Dirge" -


I toscani Uncontrollable Urge giungono al loro primo full-lenght con grandi ambizioni e pessimi risultati. "Dirge", interamente autoprodotto e pubblicato nel dicembre 2010, si compone di nove tracce di experimental rock a tinte metal che ispezionano delirio, violenza e oppressione sfruttando un muro di suoni massiccio e piuttosto singolare. E' un lavoro che dimostra un certo gusto per la psichedelia e lo shoegaze, attraversate da derive tribal e continui cambi di ritmo, dissonanze, assoli lancinanti e urla strazianti. I presupposti per un buon disco ci sarebbero anche, ma il punto è che i risultati sono poco confortanti. La band realizza una manciata di canzoni confuse, monotone e poco incisive, e ciò che più stanca è la durata di ogni singolo brano, tanto eccessiva e fuori luogo da renderne tortuoso l'ascolto.
Gli Uncontrollable Urge hanno sicuramente i mezzi per far meglio, ma hanno anche bisogno di tempo per schiarirsi le idee e prendere una direzione ben definita,altrimenti rischiano di fare un altro buco nell'acqua.


Tracklist:
01. Your way to see
02. Dislessia diseidetica
03. Sorprendido por la Muerte
04. An an hat
05. Inti - Capped
06. Acrotomophilia
07. Which is the colour of Jack's pants
08. Therapee
09. Intro the wild

http://www.myspace.com/uncontrollableurge09

domenica 3 aprile 2011

THE FUNNELS - "The Funnels" -

Terzo album per gli abruzzesi The Funnels, dopo i precedenti "Senza Controllo" (2010) e "Verso La Morte" (2009), anch'essi autoprodotti. La band torna con dieci canzoni tra post punk e alternative rock,  notevoli nelle musiche, decadenti e banali nei testi. La formula scelta dalla band di Lanciano non aggiunge nulla di nuovo a una già folta schiera di band che sgomitano l'una con l'altra per far emergere doti che spesso neanche ci sono. Apprezzabili per quel che concerne la composizione e gli arrangiamenti, queste nuove canzoni non raccontano niente. Droghe, trip vari e smarrimenti del caso sembrano essere buttati lì tanto per tratteggiare il profilo "maledetto" di una band che di maledetto ha ben poco. Di proposte musicali come queste ce ne sono a dozzine, ma ciò che più lascia amarezza è l'assenza di originalità, di un tratto riconoscibile. L'unico brano degno di nota è "Michela".
Invece di fare un passo in avanti, la band ne ha fatti due indietro.

The Funnels:
Emanuele Di Florio (voce,chitarra)
Fabio Di Micoli (basso)
Angelo Romagnoli (chitarra)
Gionata Fanci (batteria)

TRACKLIST:
01 Elettroshock
02 Sputa sul mondo
03 C'è poco da fare
04 Michela
05 La mia vita è maledetta
06 Pow
07 Cosa vedi?
08 La musica ti arriva al cervello
09 I smoke
10 Hey Mà

http://www.myspace.com/thefunnels1

mercoledì 30 marzo 2011

TENEDLE - "Grancassa" -



Quarto album per Tenedle, al secolo Dimitri Niccolai, artista e compositore fiorentino dalle mille sfaccettature che torna a far parlare di sè con un lavoro molto interessante, uscito  l'8 dicembre 2010 per Udu Records (Ululati dall'underground) e composto da 14 canzoni che legano indissolubilmente elettronica e canzone d'autore. Il pregio principale di "Grancassa" è il perfetto equilibrio tra musiche eleganti e microstorie di vita che raccontano solitudini e sogni a metà strada tra il tutto e il niente, nella ricerca della libertà e di un mondo ideale che solo la fantasia riesce a scovare. E' un disco denso di sfumature e atmosfere che ritraggono al meglio il profilo intimo e visionario di un artista sorprendente. Tenedle riesce ad imprimere sensualità e bellezza in tutte le tracce, grazie anche alle collaborazioni di Marydim, Silvia Vavolo e Vanessa Tagliabue Yorke che, con i loro intrecci vocali, suggellano la qualità dell'intero lavoro. Altra collaborazione degna di nota è quella di Rocco Brunori con la sua tromba, apporto essenziale e mai ingombrante. Pur proveniente dall'underground, "Grancassa" è la chiara testimonianza che in Italia c'è una musica di qualità ,troppo spesso ignorata o sottovalutata, che meriterebbe almeno una chance.


TRACKLIST:
01 Hikikomori
02 Lo stato in cui mi cerco
03 Ideale
04 In una catapulta
05 Sta accadendo
06 La cura del suono
07 Maledizione
08 Boomerang
09 Hai fai
10 Grancassa
11 La spiaggia
12 Le cose infinite
13 Egocentrifugo
14 In feedback

giovedì 24 marzo 2011

ORANGE lem - "David Is A Narcoleptic Man" -


Esordio ufficiale per gli ORANGE lem che, dopo tre ep ben accolti dalla critica, tornano stavolta con un disco indie pop-wave di nove tracce eleganti, sinuose ed ovviamente narcolettiche. La band di Pesaro, miglior band internazionale per la rivista inglese The British Sound nel 2007, rende omaggio al regista e musicista di culto David Lynch, lo stesso David narcolettico che ci narra di favole, balene, disturbi del sonno, di Jackie Kennedy come di Andy Warhol. Il disco, sapientemente minimal, si apre con "The Murmur Of A Distant Book", brano morbido e notturno che anticipa le danze new wave e i cori di "The House Of Sleep" come le atmosfere synth di "Jackie Kennedy". Si arriva a "Fade To Grey", riuscita cover dei Visage, e a "My Orange Shelf", pieno stile brit pop, prima della calda e lisergica "Toast To A Butterfly". E non si può restare indifferenti ascoltando "Geometric Woman", primo singolo estratto dall'album, il cui videoclip è stato realizzato grazie alla vittoria del concorso "You Play The Music, We Play The Video" e con la regia di Mauro John Capece. L'ottima e movimentata "Cinematronics" è la degna chiusura di un disco interessante e ben fatto, capace di condurre l'ascoltatore nelle notti di David, nel suo universo di visioni e deliri disegnato da canzoni avvolgenti e suggestive. "David Is A Narcoleptic Man" è il debutto di una band che ha talento da vendere. E' già culto!


Gli ORANGE lem sono:
Marco Braca: voce, basso, chitarra, synth
Lorenzo Pianosi: chitarra, basso,cori, synth
Marco Delfattore: tastiere, synth
Roberto Cogliano: batteria, percussioni


Tracklist:
01 The murmur of a distant book
02 The house of sleep
03 Hvalba
04 Jackie Kennedy
05 Fade to Grey (Visage cover)
06 My Orange Shelf
07 Toast to a butterfly
08 Geometric Woman
09 Cinematronics

http://www.myspace.com/orangelem

lunedì 21 marzo 2011

Intervista agli HANK

Musica Sotterranea incontra gli HANK.
Il trio rock salernitano, composto da Edoardo Frigenti (voce,chitarra), Tommaso Siniscalchi (basso) e Mario Carillo (batteria) ci presenta il suo ultimo ep,"Polvere", tra curiosità e prospettive.
(Intervista a cura di Stefano Grimaldi)




Ciao ragazzi! Come state?
Bene, grazie!

“Polvere” è il titolo del vostro ultimo EP. Come lo presentereste ai lettori?
Come un flusso di coscienza in puro stile rock.


Come procede la promozione del disco?
Abbastanza bene. Siamo stati negli ultimi mesi in giro per radio e locali notando un buon riscontro da parte del pubblico che sembra divertirsi alle nostre “caciare”.








Negli ultimi sette anni avete pubblicato tre EP autoprodotti. A quando il primo full - lenght?
Entreremo in studio ad aprile per registrare il primo album che conterrà una decina di brani, l’uscita è prevista per settembre.

Quali sono,secondo voi, i vantaggi dell’autoproduzione? E gli svantaggi?
I vantaggi sono sicuramente la massima libertà artistica che è una prerogativa importantissima per l’universo HANK. Per quanto riguarda gli svantaggi diciamo che per farsi notare bisogna quasi strapparsi la pelle di dosso, soprattutto per una band di provincia come la nostra.

Qual è l’idea alla base del vostro progetto?
Mettere tutte le sensazioni che proviamo quotidianamente in musica.

Quali sono le vostre principali ispirazioni musicali?
Ci vorrebbero decine di pagine. Sicuramente la scena di Seattle degli anni ’90, ma anche Doors, Bowie, Velvet Underground, Placebo, Nick Cave, Rage Against The Machine, Muse, Fugazi, il punk dei Ramones, Sex Pistols e Clash, la scena italiana come Marlene Kuntz, Afterhours, De Andrè, etc. etc.

Come nascono i vostri testi? Cosa vogliono comunicare?
I testi nascono per la maggiore in base alla musica. Per quanto riguarda la comunicazione lasciamo libera interpretazione a chi ci ascolta.

Come avete iniziato a fare musica?
A 16 anni nelle cantine e nei garage.

Come ritenete la scena musicale salernitana?
Molto, molto interessante. Ci sono gruppi validissimi.

Perché la gente dovrebbe venire ai vostri concerti?
Perché ci si diverte, e soprattutto perche si può dare libero sfogo alle frustrazioni accumulate interagendo anche con noi dal vivo

Quali sono i vostri prossimi impegni?
Entreremo in studio ad aprile, come ho già accennato, poi abbiamo un po’di date in giro per continuare a promuovere il nostro EP.

Scegliete tre aggettivi per definire il vostro disco.
Disilluso, anarchico e maleducato

giovedì 17 marzo 2011

KATRINA SAVIORS - "Novella Underground" -


Uscito lo scorso gennaio ed edito da Suoneria Mediterranea, "Novella Underground" è il nuovo Ep dei calabresi Katrina Saviors, dopo i buoni riscontri del precedente "Valutando l'essenziale" (2009). Oltre ai recenti cambi di formazione , sono da segnalare anche cambi di rotta, considerando le differenze di questo nuovo capitolo rispetto al suo predecessore. La band abbandona il sound grezzo e un pò acerbo per una maggiore ricerca sonora, più curata nella qualità e negli arrangiamenti. Una scelta che rispetta la voglia di cambiare e di mettersi in gioco, addolcendo quella rabbia in salsa grunge che ne aveva contraddistinto l'esordio. E' un lavoro più composto e maturo che risalta le capacità compositive e tecniche della band, ma anche le doti vocali di Marco Ferrise. Cinque canzoni provocatorie che, ad ogni modo, lasciano intravedere un pò di luce e di speranza, nonostante i proiettili sparati contro la società e il suo malcostume, dalla crisi economica e culturale alla Chiesa e alla pedofilia. Vanno segnalate "Ciò che mi resta", primo singolo estratto, e "L'attimo". Resta il disagio, cambia la musica. Una svolta musicale che fa ben sperare per il prossimo full-lenght, banco di prova fondamentale per giocarsi le proprie carte. Per ora, il giudizio è positivo!


Tracklist:
01 Ciò che mi resta
02 Il foro di Alice
03 L'uomo di pietra
04 L'attimo
05 Blu

http://www.myspace.com/katrinasaviors

sabato 12 marzo 2011

CESARE BASILE - "Sette Pietre Per Tenere Il Diavolo A Bada" -


Sono trascorsi tre anni da "Storia di Caino" e tornare a scrivere di Cesare Basile fa sempre un certo effetto. Il cantautore catanese torna a incidere con la sua poesia cruda e viscerale, indagando l'amore, la vita, la sua terra, la fede, la dignità e la ribellione. "Sette Pietre Per Tenere Il Diavolo A Bada", uscito l'11 marzo per Urtovox, è un nuovo scrigno di storie e di parole concepito, scritto e prodotto in due anni, dove e quando non importa. Basile è ispirato e racconta, graffia e rapisce come solo lui sa fare. Torna con i suoi stivali polverosi e la sua voce vissuta a narrarci vite e personaggi che indossano il dolore, l'inquietudine, la malattia e la morte. Ma egli non nasconde la speranza, non rinuncia alla guarigione. Sette pietre come sette scongiuri, perchè il diavolo è sempre in agguato. Sono canzoni sanguigne, sofferte e spietate. C'è "l'onore appeso a un gancio di macelleria" e "l'amore è una faccenda troppo delicata" ("L'ordine del sorvegliante"), "i vermi ce li abbiamo dentro tutti e non ce ne accorgiamo, e se non campano i vermi nessuno può campare" ("Strofe della guaritrice"). C'è la Sicilia, terra d'amore e d'odio, "chè la roba concima la roba, mentre i morti si mangiano i morti", e c'è una ninna nanna alla maniera di Faber ("Elon lan ler"). C'è chi mangia terra e c'è chi mangia pane ("Sette spade"), ed è pur vero che "sono liberi solo i peggiori, che si fanno mezzi poeti e si allenano al giusto ogni giorno disertando le strade della fatalità" ("Lo scroccone di Cioran"). C'è una Sicilia "spopolata, un deserto ogni paese"("La Sicilia havi un patruni") e c'è una notte in cui "l'amore a Catania è codardo" ("Questa notte l'amore a Catania"). Basile prende il blues più notturno e il folk più spettrale e li fa suoi, plasmandoli del sangue e della terra di Sicilia, tra santi, riti e oscuri enigmi. In questo disco si ritrovano le influenze di Leonard Cohen, Nick Cave, Fabrizio De Andrè, ma anche le collaborazioni di artisti quali Rodrigo D'Erasmo, Alessandro Fiori, Roberto Angelini, Roberto Dell'Era, Enrico Gabrielli e tanti altri, compagni di viaggio di un autore che della qualità ne ha fatto sempre una garanzia ,per ogni  sua opera. Anche stavolta, Basile si conferma cantautore di razza, poeta e narratore capace di coniugare alla perfezione  canzone d'autore e tradizione popolare, senza abbandonare mai il blues del delta. Consigliato!

Tracklist:
01 L'ordine del sorvegliante
02 Il sogno della vipera
03 L'impiccata
04 Strofe della guaritrice
05 E alavò
06 Elon lan ler
07 Sette spade
08 Lo scroccone di Cioran
09 La Sicilia havi un patruni
10 Questa notte l'amore a Catania

martedì 8 marzo 2011

TRY WALKING IN MY SHOES - "All Your Friends Know Your Secrets" (Ep) -


"All Your Friends Know Your Secrets" è il titolo del secondo ep dei Try Walking In My Shoes, formazione napoletana dedita ad un hardcore-emo in pura salsa statunitense. A comporre questo mini cd sono sei brani energici e grintosi che evidenziano le capacità del gruppo, avendo il merito di creare un'atmosfera d'impatto e di respiro internazionale. Immediate e ben strutturate, le canzoni di questo nuovo capitolo presentano sonorità aggressive ma votate volentieri alla melodia, come vuole la tradizione d'oltreoceano. Tecnica e sound mettono in mostra il potenziale del quintetto partenopeo, che realizza un lavoro entusiasmante, cazzuto e facilmente assimilabile dagli amanti del genere. Pur non inventando nulla di nuovo, i Try Walking In My Shoes fanno al meglio ciò che devono, portando in scena l'ordinaria realtà armata di rabbia, potenza e tensione emotiva.

I Try Walking In My Shoes sono:
Alessandro Monte (voce)
Giuseppe Mercurio (chitarra)
Roberto Vitale (chitarra)
Salvatore Volpicelli (basso)
Marco Biello (batteria)


Tracklist:
01. Bad Buddha Beach
02. Recover and reset
03. If, then, else
04. Miss Understand
05. Ain't so easy
06. In august

http://www.myspace.com/trywalkinginmyshoes

venerdì 4 marzo 2011

TELESPLASH - "Bar Milano" -


Dopo il precedente ep "Forever Togheter", i toscani Telesplash giungono al loro disco d'esordio, interamente in italiano, e lo fanno non solo con le migliori intenzioni, ma anche con i più sorprendenti risultati. "Bar Milano", infatti, esce per la Forears e si piazza tra le uscite più interessanti di questo 2011. Alla maniera dei Baustelle e delle tipiche canzoni british e italiane dei '60, i quattro di Arezzo mettono in piedi un disco powerpop leggero, ironico e frizzante che fa dell'amore il suo epicentro emozionale. Undici canzoni dal sapore sixties che fungono da diversivo alla realtà politica e sociale di oggi, comunicando positività e necessario relax. La band prova ad osare e realizza un lavoro spensierato e contagioso, facendo leva su musiche e testi semplici ma immediati, e non è poco. Dall'iniziale "Domani", primo singolo estratto, alla finale "In America", le canzoni sono spumeggianti, squisitamente ritmate e di ottima fattura, e all'occorrenza strizzano l'occhio ai Clash e ai Beatles. "Bar Milano" è un ottimo esordio e fa di un' apparente banalità il suo vero punto di forza.

Tracklist:
01 Domani
02 L'aurora
03 Nostalgia
04 Giulia
05 Aprile
06 Gli stimoli
07 Futuro
08 Bar Milano
09 Ti dico tutto
10 Lacrime, birra e caffè
11 In America

giovedì 3 marzo 2011

A SMALL DOCUMENT - "The New Middle Age" -



Album di debutto per gli A Small Document, in uscita questo mese per Black Nutria. Con "The New Middle Age "  il trio toscano confeziona dieci tracce di puro rock'n'roll psichedelico, registrate in presa diretta al Red House da David Lenci e mixate da Zven all'Orange Studio. Mooar, Billy Boy e Sirjoe, rispettivamente voce, chitarra e batteria, suonano in maniera irresistibile un rock abrasivo a tinte acide e lisergiche, devastante in energia ed orecchiabilità, capace di ipnotizzare l'ascoltatore con un sound travolgente e azzeccato. Il disco scorre senza ostacoli, tra garage rock e incursioni  noise wave, manifestando una certa bravura in fase di composizione ma anche una spiccata attitudine al rumorismo più immediato. Freschezza e personalità sono il punto forte di una band che presenta un impianto stilistico ben delineato e consolidato, frutto di una maturità tecnico-espressiva che non lascia spazio ad incertezze. E' un disco compatto e notevole, ed è chiaro già dai primi trenta secondi di "Muddling Head", brano d'apertura che precede una serie di brani davvero niente male, come la stessa title-track, "Song Of Robespierre" e "New Strange Red Flavour", per giungere poi al gran finale con "Desert Road" e "Frank Has Gone". La Black Nutria sforna un'altra chicca indipendente che, con i Polar For The Masses, si preannuncia essere una delle migliori uscite del nuovo anno.


Tracklist:
01 Muddling Head
02 The New Middle Ages
03 Song Of Robespierre
04 New Strange Red Flavour
05 Shock Down
06 Mind's Balloon
07 Word's Loser
08 Billy Boy's Trip
09 Desert Road
10 Frank Has Gone

domenica 27 febbraio 2011

POLAR FOR THE MASSES - "Silence" -



Dopo l'ottimo "Blended", i vicentini Polar For The Masses sono tornati sulle scene con il nuovo "Silence" (Black Nutria), in uscita il 27 febbraio in Italia, Germania, Svizzera e Austria . Il trio mette a segno otto canzoni ruvide e graffianti che scorrono veloci e inconfondibili, disegnando un album (il terzo in studio) che risulta a dir poco perfetto. Registrato e mixato da David Lenci al Red House di Senigallia e masterizzato da Jan Eliasson all'Audioplanet di Copenaghen, "Silence" è un disco maturo e ambizioso che conferma il talento di una band sottovalutata in Italia ma acclamata all'estero, capace di crearsi in poco tempo un sound originale e di forte impatto, tra post punk, noise e rock'n'roll. Sono canzoni sinuose e malate, legate l'una all'altra da una tensione emotiva che non dà tregua, generata da rumori, feedback, chitarre granitiche e testi che rasentano spesso l'onirico. Dall'iniziale "Consequences" al "c'mon, c'mon, c'mon" del ritornello di "Rust", l'album è un invito a lasciarsi  consumare da un vortice sonoro seducente e contagioso che prosegue anche nei brani successivi come "Sailing Away", "The Last Man" o la finale "Guilty". Sono canzoni dirette e viscerali, eccellenti nell'agire sull'ascoltatore come un virus che non lascia vie di scampo. "Silence" è la prova che in Italia c'è tanta carne al fuoco. Basta che non si bruci.


Tracklist:
01 Consequences
02 Rust
03 Dismembered
04 Sailing Away
05 U.T.W.
06 The Last Man
07 Ignorance
08 Guilty

http://www.myspace.com/polarforthemasses







lunedì 21 febbraio 2011

Intervista a Cesare Basile

Musica Sotterranea incontra Cesare Basile.
A quasi tre anni dall'ultimo "Storia di Caino", il cantautore siciliano torna con un nuovo album intitolato "Sette pietre per tenere il diavolo a bada" e in uscita il prossimo 11 marzo per la Urtovox.
(Intervista a cura di Stefano Grimaldi)



-Ciao Cesare, come stai?
Abbastanza bene. Mi guardo intorno.
  
-Il prossimo 11 marzo uscirà il tuo nuovo disco per la Urtovox, intitolato “Sette Pietre Per Tenere Il Diavolo A Bada”. E’ un titolo che suscita inevitabilmente curiosità. Come mai questa scelta?
Diciamo che è uno scongiuro suggeritomi dal caso mentre stavamo mixando il disco. Uno scongiuro venuto fuori a risolvere un paio di problemi che ci stavano complicando il lavoro e, visto che il caso è sempre un'indicazione, ho adottato il suggerimento come titolo del disco.



-Nel disco affronti i temi della fede e della guerra, due temi sempre attuali e collegati tra loro. Cosa ti ha spinto ad incentrarti su di essi?
Questa della guerra è una svista dell'ufficio stampa, non ho mai parlato di guerra nelle mie note, però è anche vero che gli ultimi anni sono stati anni di guerra e che in qualche modo le mie canzoni ne sono state influenzate. Sicuramente è una raccolta di canzoni accomunate dallo "scontro". Vite che scelgono o si trovano nello scontro. Vite contro istituzioni. 
 
-Non manca la tua terra: la Sicilia. Sei parte integrante del progetto L’Arsenale, Federazione Siciliana delle Arti e della Musica, nato per promuovere e proteggere la cultura siciliana ma anche per sconfiggere la voglia di andarsene altrove per costruirsi un futuro. Cosa ti lega maggiormente alla Sicilia? E che ruolo ha nell’ispirazione dei tuoi album?
Alla Sicilia mi lega l'esserci nato. Essere nel bene e nel male un groviglio di tutto quello che rappresenta, le sue contraddizioni, i suoi slanci improvvisi, le sue sconfitte. Sono stato per anni in fuga, nutrendo la mia fuga col risentimento, accusando la Sicilia di essere maledizione e causa. Poi ho elaborato il dolore e oggi, con iniziative come quella de L'Arsenale, voglio esserne di nuovo parte, imparare ad amarla. 

-Nel disco parli anche di ribellione, paura e coscienza civile, parole che suonano familiari in questi tempi di crisi economica, politica e sociale che toccano un po’ tutti i Paesi. Cosa rappresentano per te queste tre parole, legate al concetto di dignità?
La ribellione è un diritto, la coscienza civile una disciplina. La paura è il tentativo del potere di negare il diritto alla ribellione e la disciplina della coscienza civile. La dignità sta nel ricordarsi di essere nati liberi, nella coscienza che una società che ti chiede di rinunciare alla tua libertà in nome del profitto è una società che ti offende. 


-Quali sono le ispirazioni musicali e quali le letterarie per questo disco?
Potrei risponderti "quelle di sempre", rivedute e corrette. Tutto quello che leggo e ascolto confluisce alla rinfusa nelle mie canzoni. 

-In cosa si discosta il nuovo disco dal precedente? E in cosa ne è un proseguimento?
Non l'ho ancora capito, ho sempre l'impressione di trovarmi in balia dello stesso flusso. Mi serve tempo.

-Sono tanti gli ospiti che hanno collaborato al disco: Alessandro Fiori, Enrico Gabrielli, Rodrigo D’Erasmo, Roberto Dell’Era e Roberto Angelini, per citarne solo alcuni. Da cosa è nata questa esigenza?
E' una cosa che ho sempre fatto. Tutti i miei dischi sono pieni di ospiti. Se non chiami gli amici, che senso ha fare un disco? Io voglio i miei amici a strapparmi le canzoni, a farle diventare altro da me, e poi così ogni disco è una festa nuova. 

-Stavolta non compare il nome di John Parish. Come mai?
Non c'è stato il tempo nè il modo di organizzarci. E poi questo è stato un lavoro concepito, scritto e prodotto in due anni, quando e dove capitava, a differenza degli altri che, almeno in fase di registrazione e produzione, hanno avuto tempi definiti. Alla fine è stato molto interessante confrontarmi con la produzione di un mio disco (lavoro che solitamente faccio per altri), vedere quanto riuscivo a staccarmi dalle canzoni per produrle. 


-Il tuo percorso musicale è da sempre intriso di una poetica e di una sensibilità che ti hanno reso un cantautore di spicco nella musica d’autore italiana. Ti ritieni un intellettuale?
No, sono solo uno che scrive canzoni, che ascolta, legge, impara, dimentica, prova a tenere a mente e si innamora delle parole e dei suoni. 

-La poesia può salvare il mondo?
La poesia può raccontarlo e la bellezza aiutarci a sedare la rabbia a momenti. 

-Nei tuoi album precedenti, come in questo, si notano molte affinità con Fabrizio De Andrè. Quanto ha influito sulla tua formazione musicale e poetica?
Oggi sembra che tutti non facciano altro che ascoltare De Andrè. Tutti hanno in casa un disco di De Andrè. Chiunque riconosce in De Andrè il migliore dei nostri poeti. Ma se è così, come mai gli uomini e le donne raccontate da De Andrè sono quelli che più vengono isolati e cancellati?

-Quanto segui la scena musicale italiana e quanto quella straniera?
Io provo a stare dietro alla buona musica, solo a quella. 


-C'è un disco che ti ha cambiato la vita?
Ci sono dischi che mi fanno venire voglia di scrivere canzoni, quelli di Leonard Cohen per esempio. 

-E un libro?
"Fuoco Fatuo" di Drieu La Rochelle.

-Come si svolge la tua giornata tipo quando non sei in tour?
Cioè nella maggior parte del mio tempo, visto che in Italia suonare è diventato un privilegio e un lusso difficile da permettersi...leggo, suono, costruisco chitarre con le scatole da sigari, bevo birra.

-Sei superstizioso?
Sono siciliano.

-Se dovessi utilizzare tre aggettivi per il tuo nuovo disco, quali sceglieresti?
Tre aggettivi in una volta suonano male.